UTILIZZARE GOOGLE AMP: SI O NO? SCOPRIAMOLO ASSIEME

img_2621AMP (Accelerated Mobile Pages) è un progetto sponsorizzato da Google per accelerare notevolmente le prestazioni di caricamento di una pagina web all’interno di un browser su dispositivo mobile, specialmente dopo aver effettuato una ricerca.

(L’immagine qui a fianco è esemplificativa di come Google stia iniziando a porre in risalto i siti che hanno abilitato questa funzionalità).

Quello che il lettore otterrà è una pagina con i soli testi e immagini (o video), il contenuto essenziale di un articolo, senza portarsi dietro la grafica e gli altri contenuti propri del sito di origine comprese sidebar, icone di condivisione sui social e – sopratutto – i banner pubblicitari.

Per me lettore tutto ciò è senz’altro una bellissima cosa. Per l’editore e l’autore una nuova gatta da pelare nella realizzazione di un sito web e nelle operazioni di marketing ad essa associate. Perché? Ad oggi i problemi di posizionamento o di rendimento economico del sito web che implementa AMP non sono ancora definiti con precisione. Mentre nei mesi si sta vedendo come un articolo AMP venga messo in risalto graficamente, non si è capito l’effettivo peso nelle metriche di ranking utilizzate per fornire il miglior risultato possibile. Ma è sopratutto in termini di uso di banner e contenuti pubblicitari all’interno degli articoli che non vi è chiarezza ne uniformità.

Quindi Google AMP si o no? Come sempre la risposta è DIPENDE.

Il mio consiglio in caso di utilizzo amatoriale di un sito / blog è quello di abilitarlo. Ciò che rende piacevole la navigazione all’utente è sempre ben accetto, indurrà un senso di gratitudine del lettore verso di voi che vi siete presi cura della sua esperienza utente. Se invece stiamo realizzando o lavorando su un sito che deve avere un ritorno economico misurabile e diretto, allora il mio consiglio è quello di studiare un po’ cosa stanno facendo i competitor, guardare gli articoli della ‘stampa specializzata’ cosa dicono, coglierne i trend e quindi prendere una decisione. Del resto il marketing on-line è una cosa fluida in perenne modificazione, quindi sperimentare è del tutto lecito. Quasi dovuto direi!

E tu? Come la pensi? Come hai affrontato la tematica?

Petya Raykovska: REST API, una guida per il futuro di WordPress

Ancora un post scritto come reazione ad un intervento di Petya Raykovska: We Need to Talk about the REST API: the non developer guide to the future of WordPress →

In questo articolo Petya ci parla di come WordPress oggi non voglia più essere una piattaforma per semplici blog personali, ma assumere un ruolo di primo piano tra i CMS a disposizione per andare ad aumentare (o mantenere) la sua percentuale di penetrazione sul mercato come ‘motore’ del 25% dei siti web mondiali.

This post is a modification of a talk called “We Need to Talk about The REST API” (Slides) that I gave at WordCamp London 2016 on April 10, 2016. In this talk, I looked into how the REST API helps WordPress get out of its comfort zone to become a part of a bigger technology stack.

Per fare ciò, come riportato nella citazione, bisogna che WordPress sia portato fuori dalla propria area di immediata pertinenza ed esteso, in maniera intelligente e scalabile, con l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia come le REST API. Una lettura, ed una tematica, molto interessanti. E visto che è il momento in cui questa tecnologia si sta realizzando è importante documentarsi, partecipare, testare e scoprire limiti e potenzialità di questo approccio…