Jetpack, IL plugin per WordPress

Jetpack è IL plugin che non deve mancare nelle mie installazioni di WordPress. Sarà perché sono un utente della prima ora, sarà perché il suo sviluppo segue molto – molto – da vicino quello della piattaforma… non c’è un mio sito che non lo usi.

Nasce dallo spin-off della piattaforma commerciale WordPress.com, ponendosi come primo tassello per la vendita di servizi software associati alla piattaforma di blogging pubblicazione online più diffusa al mondo. Permette infatti l’attivazione di un impressionante numero di funzionalità (sharing su altri social, utilizzo di CDN, back-up, generazione sitemap, generazione statistiche dei visitatori, scrittura MarkDown e LaTeX e molto altro) in maniera semplice ed integrata, e allo stesso tempo fornisce un punto d’accesso verso servizi premium offerti da Automattic quali CDN evoluto, sistemi antispam e ‘di sicurezza’, back-up, supporto tecnico e tanto altro.

Per molti il plugin offre troppe funzionalità e addirittura il suo (ab)uso rallenta le performance dei siti web che lo utilizzano. Nella mia esperienza, invece, tutto questo non si è mai rivelato un problema… forse perché non ho mai scelto hosting economici e anzi sino ad oggi ho premiato quelli che fornivano un supporto ‘preferenziale’ al nostro CMS.

Certo è che è l’aspetto filosofico che ogni tanto mi fa nascere una smorfia sulla faccia. Jetpack come un cavallo di Troia per vendere un servizio commerciale. Poi però mi riprendo e penso che da 15 anni non ho mai avuto un’email o un pop-up nella dashboard che mi inviti insistentemente a pagare qualcosa, ne che pubblicizzasse con estrema enfasi i benefici possibili.

Quando poi leggo changelog come quello dell’ultimo aggiornamento di due giorni fa, allora il sorriso mi torna ad illuminare il volto:

In addition to Jetpack 7.9.1, we worked with the WordPress.org Security Team to release patched versions of every version of Jetpack since 5.1. Most websites have been or will soon be automatically updated to a secured version. Versions released today include 5.1.1, 5.2.2, 5.3.1, 5.4.1, 5.5.2, 5.6.2, 5.7.2, 5.8.1, 5.9.1, 6.0.1, 6.1.2, 6.2.2, 6.3.4, 6.4.3, 6.5.1, 6.6.2, 6.7.1, 6.8.2, 6.9.1, 7.0.2, 7.1.2, 7.2.2, 7.3.2, 7.4.2, 7.5.4, 7.6.1, 7.7.3, 7.8.1, 7.9.1. If you are running any of these versions, your website is not vulnerable to this issue. But, if you’re not running the latest and greatest—7.9.1—your site is missing other security enhancements!

Quante software house si preoccupano di patchare tutte quelle versioni di un proprio software?

Cose che non sapevo: l’Editor Classico di WordPress vive ancora dentro Gutenberg!

Fa sempre bene confrontarsi con altre persone, e l’incontro della comunità del ‘gruppo WordPress Bari’ tenutosi lo scorso 24 Aprile non è stato che una conferma in questo senso.

Grazie a Mina ho infatti ‘scoperto’ che l’Editor classico di WordPress, quello che ci ha accompagnato per quasi quindici anni di vita, basato su TinyMCE, vive ancora dentro Gutenberg come un particolare tipo di blocco.

Data la particolarità di nascondere le funzioni a disposizione, salvo divertirsi con una caccia al tesoro, non mi ero ancora accorto di questa possibilità.

A cosa mi serve questo blocco? Questa è una domanda che potresti farmi. Essenzialmente, nella mia esperienza, vedo due scenari possibili per il suo utilizzo.

  1. Stai usando un plugin, o un tema grafico che fa uso di shorcode (ad esempio Cocoa di Elmastudio);
  2. Vuoi comporre un paragrafo complesso da realizzare con l’attuale implementazione dei blocchi di Gutenberg. Ad esempio nel mio precedente articolo avevo necessità di inserire un elenco numerato all’interno di un blocco citazione.

La schermata mostra chiaramente l’utilizzo di questo blocco all’interno dell’editor di questo blog.

E tu? Hai trovato o sai immaginare altri usi di questo blocco? Fammi sapere: qui nei commenti o nei prossimi due giorni di persona al WordCamp Bari 2019!

Il tuo e-commerce a costi accessibili: WooCommerce

Lo scorso giovedì 16 Febbraio 2016 ho accompagnato il mio collega Francesco Cozzi a Lecce. È stato infatti invitato in qualità di relatore in uno degli eventi #DigitalDrink di SellaLAB Lecce. L’incontro era stato intitolato “WooCommerce e WordPress: strategie per un e-commerce gratuito!

Il lavoro di marketing dei nostri ospiti Angelo Tafuro ed Emanuela Tommasi ha portato ad avere una sala gremita, con oltre settanta persone attente e pronte a chiedere chiarimenti, informazioni e consigli a Francesco che ha tenuto banco con una presentazione di quasi due ore da lui prontamente descritta e riportata all’interno di un articolo del suo sito web.

Non conoscendo a priori la composizione e la preparazione della platea, il tono della presentazione è stato informale, non troppo tecnico e accessibile. Questo non ha impedito poi di andare ad approfondire alcune tematiche quando sono giunte domande specifiche su argomenti quali classi di spedizione, integrazione con banche dati esterne a WooCommerce oppure sulla possibilità di vendere oggetti ‘su misura’ assecondando le richieste puntuali del cliente del nostro e-commerce.

Il mercato della vendita on-line è in crescita da anni ormai, e anche il vecchio continente sta prendendo finalmente una rincorsa per quanto riguarda la diffusione dell’offerta e la crescita del fatturato. Purtroppo però il nostro ritardo si scontra con la penetrazione massiccia dei big-player della vendita on-line (Amazon ed E-bay) che ormai detengono una enorme fetta del mercato.

Quando oggi pensi a creare un e-commerce per la tua azienda ed i tuoi prodotti devi porti una serie di domande e riflettere su quello che vendi e al tuo modello di business [i contenuti]. Solo dopo, contattando professionisti per la realizzazione tecnico / grafica [che sceglierà la migliore piattaforma per le tue esigenze; ad es. WooCommerce o altri CMS] e poi un esperti di marketing potrai andare a declinare in maniera efficace e profittevole la tua idea imprenditoriale sia ‘on-site’ che sui social media di riferimento.

Oggi possiamo vedere come WooCommerce abbia raggiunto in pochi anni la considerevole quota del 41% tra i C.M.S. più usati al mondo per la realizzazione di un e-commerce, forte dell’enorme comunità e qualità del codice open source del capofamiglia WordPress … e da quando Automattic (azienda che ha fatto nascere e prosperare WordPress) l’ha acquisita nel proprio gruppo abbiamo già visto notevoli miglioramenti di performance e funzionalità offerte, e personalmente ho grandi aspettative per le evoluzioni dei prossimi due anni.

E vanno citati come vantaggi competitivi di WooCommerce i prezzi irrisori per l’acquisto di moduli software necessari per estendere (all’infinito) le funzioni possibili del nostro e-commerce nonché il loro numero r disponibilità rispetto ad altri strumenti in commercio … dando poi libertà di scelta nella selezione di piani di hosting e di un professionista con skill adeguati da assumere per aiutarci nel raggiungimento dell’obiettivo commerciale desiderato (più si punta in alto, più questo costo sarà consistente).

Se stai pensando di realizzare un e-commerce con WooCommerce per la tua attività tieni conto di tutti questi fattori, diffida da offerte troppo economiche e affidati a qualcuno che abbia a cuore la realizzazione di un bel progetto che venda (converta, in gergo). E se ti va contattami … magari posso aiutarti! 😉

WordPress: 7 piccoli consigli per velocizzare il tuo sito

Il web è pieno di raccomandazioni su come un sito veloce sia un sito ‘che piace’ sia a Google che al generico visitatore che viene a visitare la nostra pagina web.

È altrettanto pieno di consigli e tutorial su come ottenere il massimo. Uno dei più recenti in cui mi sono imbattuto è quello del sito WPmayor How to Speed Up WordPress Website (7 Elements Tested) i cui punti salienti possono riassumersi in:

  1. utilizzare un hosting veloce – io sto usando Siteground e le sue funzionalità che mi permettono l’uso di tecnologie come HTTP2, PHP 7 e server configurati ad-hoc;
  2. utilizzare un plugin di caching (io sto usando SG CachePress, sviluppato da SiteGround per funzionare con la propria infrastruttura);
  3. minimizzare (minificare) HTML, CSS & JavaScript presente nel proprio sito web. Come consigliato dal post ho adattato il plugin Autoptimize;
  4. utilizzare un Content Delivery Network (CDN in gergo). Mi è mancato il tempo di configurare Cloudflare free incluso nel piano hosting. Magari sull’argomento tornerò in futuro;
  5. ottimizzare il database del nostro WordPress. Questo è tanto più importante quanto ricco di contenuti è il nostro sito web. Viene consigliato WP Optimize, ma io consiglio anche l’uso alternato con WP-Sweep;
  6. utilizzare temi grafici ci qualità, possibilmente sviluppati da persone con esperienza e non da amatori alle prime armi. La differenza di performance fornita può essere notevole;
  7. ottimizzare le immagini e gestire un eventuale caricamento differito. Questo viene consigliato di farlo mediante l’uso di plugin come WP Smush o EWW Image Optimizer per la parte relativa alla compressione senza perdita di qualità dei file grafici, mentre per la parte del Lazy Loading (caricamento ad-hoc delle immagini, man mano che il sito viene esplorato nella lettura) attraverso l’uso di plugin dedicati. Il post di WPmayor consiglia BJ Lazy Load, io ho provato anche il quasi omonimo Lazy Load ma entrambi (senza mettere mano al codice) avevano qualche problemino. Attualmente sto provando Image Lazy Load che sta funzionando decentemente.

Dopo tutta questa ‘fatica’ potremo misurare il successo dei nostri sforzi (o meno) utilizzando un servizio come GTMetrix. Nel mio caso senza alcuna ulteriore modifica al codice e senza particolare impegno, ho raggiunto il risultato che segue sul mio blog personale:

koolinus-net on GTmetrix