WordPress community.

In occasione dell’edizione 2019 del WordCamp US è andato in onda questo video promozionale – e a tratti un pelino troppo autocelebrativo – della comunità WordPress realizzato grazie alla sponsorship di WordFence (uno dei principali sviluppatori di soluzioni di sicurezza per il celebre CMS).

Non di meno, guardando le persone, i sorrisi, le situazioni, si può cogliere un generale senso di inclusione, di libertà, di ‘famiglia’ tra le persone che vi hanno partecipato. Persone che probabilmente non si sono mai incontrate nella vita analogica, ma che il cui contributo digitalmente fa parte del quotidiano.

Ora, tutto è perfettibile e nulla è perfetto. Però mi sento di condividere appieno l’approccio dell’amico Cristiano Zanca per cui dobbiamo celebrare i nostri successi (piccoli o grandi che siano) e lavorare alacremente per superare i nostri insuccessi. Come oggi ho scoperto nell’Automattic Creed:

I know there’s no such thing as a status quo. […] I will never pass up an opportunity to help out a colleague, and I’ll remember the days before I knew everything. […] I know that Open Source is one of the most powerful ideas of our generation. […] Given time, there is no problem that’s insurmountable.

The Automattic Creed

Questo è il motivo per cui, nelle prossime settimane, cercherò di mettere in evidenza cosa succede, cosa penso, cosa faccio per la community di cui sento di far parte.

La valorizzazione del lavoro dello sviluppatore web che utilizza una piattaforma open source (come WordPress)

Questo mese l’incontro della comunità WordPress Bari è stata una chiacchierata aperta su un tema interessantissimo…

Nino Volpe al WordPress Bari meetup

L’amico Nino Volpe (aka Iconet), cogliendo lo spunto da alcune discussioni tenutesi tra i partecipanti degli incontri passati, ha voluto usare la propria esperienza pluriennale per discutere della tematica della valorizzazione del web designer quando utilizza una piattaforma open source: WordPress nello specifico.

La domanda – provocatoria – in apertura è stata:

Forse un quadro di Jackson Pollock viene valutato di meno se per i suoi lavori ha usato una vernice di marca scadente?
Forse un romanzo di Italo Calvino è stato pagato di meno dal suo editore quando, per scriverlo, ha usato una macchina da scrivere?
— Antonio Volpe

Quando un cliente viene da noi ha già fatto una scelta (magari inconsapevole) del tipo di professionista che vuole, e quello che noi professionisti gli vendiamo non è “il sito web”, ma una sintesi del nostro sapere, stratificatosi negli anni e con le nostre esperienze e conoscenze degli strumenti … e WordPress è solo uno strumento per realizzare più comodamente, velocemente, efficacemente qualcosa che può essere fatto diversamente. E queste sue qualità non inficiano – o non dovrebbero inficiare – né depauperano la qualità del nostro operato.

Si è parlato dell’importanza di tutelarsi con un contratto, quale strumento biunivoco per stabilire diritti e doveri tra le parti, e mettersi al riparo da brutte sorprese, citando lo speech dell’Avv. Giorgio Trono al WordCamp Torino 2017

… si è parlato di come tutti soffriamo, in un modo o nell’altro della Sindrome dell’Impostore

e di come, probabilmente, tendiamo a svenderci.

Alla fine della fiera, come sosteneva Luca Sartoni in un suo ‘vecchio’ talk, alla fine l’idraulico vinca sempre!

Concludendo

In definitiva non ci sono risposte assolute, specie perché oggi il mercato sta attraversando una fase di depressione economica non indifferente … Quello che possiamo fare è trarre una serie di stimoli e spunti da questi talk, dalle nostre esperienze, per far ripensare chi lavora professionalmente con il web al proprio modello di business e alla fiducia e al rispetto che si deve pretendere per una prestazione professionale impeccabile.