La nuova sfida della leadership

… la cultura che serve, e che dobbiamo far crescere, è quella di un confronto capo-collaboratore che sia a due vie e che consenta uno scambio reciproco privo di personalizzazione dei riscontri negativi e di attacchi alla persona. Il feedback da cercare è quello in cui tutti gli attori in gioco sanno vivere la naturale fase di dialogo come un momento professionale e professionalizzante che diventi la base della crescita, sia per chi lo propone sia per chi lo riceve.

Jacopo Pasetti

When Food meets AI: the Smart Recipe Project

L’amico Paolo Genta mi segnala questa iniziativa tra l’editore Condè Nast Italia e la software house Res che ha portato alla realizzazione di una serie di articoli sulle tematiche: Machine learning, tecnologie AWS come Neptune (DB a grafo) e tutta la ricerca che c’è stata per associare ricette, taggarle automaticamente per potere poi estrarre informazioni e suggerire all’utente finale possibili correlazioni.

When Food meets AI: the Smart Recipe Project è una serie composta dai seguenti sei articoli (in lingua inglese):

Buona lettura!

3 aspetti da valurare nella strategia promozionale di creazione eventi on-line

Questo 2020 sarà senz’altro ricordato per aver imposto una quarantena a livello mondiale, e per aver obbligato tutti a ripensare alla propria presenza digitale. Sia che si sia fruitori, sia che si sia promotori di contenuti.

Una pletora di eventi è stata annullata o rimandata. Moltissimi altri si sono riconvertiti in eventi “digital only”, altri sono nati, ed infine altri stanno alla finestra a guardare che succede. Il che non è necessariamente un male.

Vivere a casa h24 e 7/7 assieme ad una famiglia comporta una serie di obblighi e ritmi che difficilmente lasciano spazio al piacere personale, e di questo me ne convinco nonostante migliaia di tutorial e webinar raccontino un mondo dove le 24 ore sono una serie di task ‘pomodoro’ e la gente ci dica che si può incanalare la propria vita in slot temporali predefiniti. La mia realtà, e quella di centinaia di altre persone, racconta un mondo diverso.

Rimango quindi ammirato da chi riesce a intavolare sessioni live su Facebook o Instagram o altra piattaforma multimediale, ma non riesco a levarmi dalla testa un certo fastidio perché alla fine della fiera nessuno di questi eventi – dal 5 marzo, giorno in cui è cominciata la mia quarantena – si è mai svolto in orari o modi che me ne rendessero minimamente comoda la fruizione.

Immagina poi la mia sopresa quando da uno dei blog di formazione Think with Google ho visto spuntar fuori questo articolo: Il marketing di Google visto da dentro: 3 aspetti che stiamo valutando rispetto alla strategia degli eventi.

I tre aspetti messi in rilievo sono i seguenti:

  1. Il tuo evento può avere la stessa efficacia in formato digitale?
  2. Deve essere per forza in diretta?
  3. Puoi distribuire i contenuti in altre soluzioni?

Nella settimana passata ho cominciato a parlare con gli amici pugliesi della comunità WordPress di cui faccio parte di come e quando fare un ritorno verso il nostro “pubblico” … i nostri conterranei, nello specifico, con eventi legati alle nostre attività e tematiche. E devo dire che tutti hanno alcune perplessità sul formato meetup in streaming, che rischia di diventare un momento cattedratico, maestro / allievo, molto lontano dallo spirito di confronto comune e alla pari che da sempre cerchiamo di organizzare.

Qual è la tua posizione in merito? Hai esperienze, in positivo o meno, che ti va di condividere?

Cercando la bussola

Se dal vivo le espressioni e i modi di dire sono un mezzo comunicativo fondamentale per esprimere ciò che si vuole dire senza incomprensioni, online, dietro la tastiera, le cose si complicano.
Spesso mi sono ritrovato ad essere travisato o incompreso, a volte rovinando dei rapporti.

In quei frangenti, ma in realtà in ogni momento della mia professione si è fatta quindi sempre più impellente la necessità di avere un’etica, un decalogo se vogliamo, ben delineato.
Ho capito che la tecnica, lo stile e la creatività sono solo una minuscola parte di questo lavoro e che senza delle regole morali tutto cadrebbe.

È una consapevolezza che cresce nel tempo come è giusto che sia ma che è doveroso coltivare fin da subito cosa che a volte ci si scorda di fare.
I miei valori non sono sicuramente gli stessi di quando ho iniziato ma mi hanno tirato fuori d’impaccio in situazioni in cui il mio interlocutore non sembrava professionale o peggio disonesto.

Avere una condotta ci permette di indignarci per una proposta di lavoro gratis o ancora ammettere se un lavoro è nelle nostre corde o meno o se rispetta chi siamo o in cosa crediamo.
Ci permette di poter dire NO ad una commissione piuttosto che ad un’altra e non sentirsi dei falliti per questo.
Ho capito quanto la professionalità sta in ogni gesto che si compie, da un saluto nella email a delle scuse sincere quando si fa un errore.
Negli anni ho imparato quanto il tempo fosse un valore sottovalutato. Lottate per avere tempo, quello nessuno ve lo ridarà.

Andrea Alemanno

marketing, trovare un senso alla propria strategia

Non mi occupo di marketing on-line, ma è un settore che mi affascina e che guardo sempre con occhio curioso.

Non avendo budget — come tutti — per affidarmi ad un professionista, avendone la necessità mi iscriverei a Guido per ‘fare da me’. Enrica ed Ivan sono abilissimi nel costruire un mondo per insegnare a cavarsela in questo mondo … E sopratutto lo fanno in una maniera che a me pare etica. Basata su solidi valori di correttezza e rispetto.

… i pezzi che hai a disposizione nel tuo marketing online sono pressoché infiniti: c’è l’advertising e ci sono gli hashtag, le tracce audio e i video, i downloadable e le automazioni per l’email marketing. Non devi usare tutto: devi capire a cosa servono, nel tuo caso, i vari pezzi. E di conseguenza decidere se usarli.

Ad esempio, mettiamo che hai un vivaio specializzato in piante rampicanti:

  • il blog ti serve per rispondere ai dubbi più comuni tra i tuoi potenziali clienti: i rampicanti si potano? Quali materiali usare come sostegno? Anche le rose possono arrampicarsi?
  • L’advertisingti serve per ripescare i lettori del blog e portarli alla newsletter (grazie al retargeting).
  • La newsletterti serve per vendere secondo la stagionalità: è maggio ragazzi, ora di fare la pacciamatura! In vivaio abbiamo lo sconto sul cippato organico.
  • Instagramti serve per fidelizzare puntando sulla competizione tra i tuoi clienti: ecco il roseto della signora Agnese di Pavarolo, bello eh?

Ogni canale deve servirti a qualcosa; se un pezzo non ha una funzione (o ha smesso di averla) smetti di usarlo, creerebbe solo confusione.

— Guido, newsletter del 9 Maggio 2019

Il mio consiglio è di seguire questi due … e supportare il loro splendido (lavoro).