Un manifesto sulla creazione dei siti web.

  • Before I even begin to build a website for a client, I engage in a deep conversation around two simple questions: Who is coming here and what are they looking for? I design the entire site around the answers to those two questions.
  • Anyone coming to a business website is looking for information. With the answers to those two questions in mind, I build for the purpose of delivering that information to those people with as few clicks as possible (preferably none).
  • Every time you add a page you add work for the visitor. One more barrier between them and what they want. One more thing they have to look for. One more thing they have to click. One more opportunity for them to just give up and leave. Therefore, make it as few pages as is possible and sensible.
  • An example of the above that I often give to clients during our initial conversation is restaurant websites. Almost every restaurant website could be two pages. Home page: Hours, location, number to call for a reservation or further info. Page two: Menu (In HTML, not PDF, with prices!). Thats it. I can’t think of a single restaurant website that I’ve seen that needs more than that. Yet, almost every restaurant website I visit is way more complex than it needs to be.
  • These days, almost everyone is coming to your site from a mobile device. This is especially true if your visitors are from outside of the United States. Build with that in mind (not only mobile friendly/responsive but especially choice of font types and sizes). Test everything — every page, every link, etc. — on a smartphone. Make it look good there.
  • Most businesses should hire a copywriter and editor long before hiring a web designer/builder. In fact, most should worry far less about the design of the website. People are coming for information, not how pretty it is. Focus on the words first.
Patrick Rhone

Ho trovato molto stimolante questo post di Patrick Rhone. Mi chiedo quanti ‘web- designer/developer’ riflettano attivamente su questi aspetti prima di mettere mano alla tastiera.

Consigli su come scrivere un buon articolo (scientifico)

Cercando tutt’altro – informazioni sulle performance del processore A12x del nuovo iPad Pro di Apple – mi sono imbattuto in un articolo del professor Daniel Lemire.

Ho apprezzato l’articolo e poi ho cominciato ad esplorare il sito web che ha realizzato, apprezzandone la chiarezza di contenuti e la volontà di mettere in evidenza alcuni argomenti e aspetti del proprio lavoro e dei propri interessi rispetto ad altri. Quando poi mi sono imbattuto nell’ottima pagina Write Good Papers ☞ .

È un ottimo decalogo ricco di consigli e spunti… ti riporto i titoli dei consigli, invitandoti a leggere il resto; non te ne pentirai!

  • Picking a topic, an idea
  • Before you ever pick up your pen…
  • What a good paper should contain
  • What a good paper should not contain
  • Good pedagogy and style
  • Words you can do without
  • Run through this check list before submission
  • Words you can do without
  • How to write more than one good paper
  • Further reading

Buona lettura!

22 Consigli Per La Scelta Del Tuo Prossimo Nome A Dominio

Ben ritrovati!
In questi ultimi giorni mi sono dovuto andare a rileggere qualche definizione e modalità operativa per l’implementazione di alcune funzionalità relative al nome a dominio tramite DNS.

Subito dopo quando, una decina di giorni prima, con il team di grafici e l’esperto di marketing on-line ci eravamo ritrovati nelle fasi di analisi con dei clienti nella discussione su come trasporre efficacemente il nome della loro azienda in un dominio di facile memorizzazione e digitazione, dovendo districarci tra latinismi e allitterazioni.

È caduto quindi a fagiolo l’imbattersi in questo lungo articolo da cui ho tratto il titolo di questo breve articolo:

22 Essential Tips for Choosing the Best Possible Domain Name for a Website (2017) →

In questo lungo e dettagliato articolo vengono elencati alcuni consigli, del tutto condivisibili, su come scegliere un nome a dominio, quali TLD privilegiare e perché, come immaginarne l’uso pratico e mediatico da parte dei futuri visitatori.

L’articolo è in lingua inglese, non troppo tecnico e scritto in tono divulgativo. Se comunque ciò fosse un problema potresti provare con la versione tradotta via software; certo non il massimo, ma sufficiente ai nostri scopi.

Buona lettura

Oltre Il Prodotto – Costruire, Uno Stile Di Vita

Chi mi conosce, o i lettori più assidui, sanno del mio coinvolgimento con la comunità WordPress. Con l’amico Francesco Cozzi siamo infatti organizzatori del meetup WordPress Bari [*], e da qualche mese anche del meetup WooCommerce Puglia. Oltre a questo partecipiamo e supportiamo tutte le iniziative legate a questa comunità open source sul territorio pugliese. Lecce, Brindisi, Monopoli, Barletta e Andria.

Proprio ieri sera ad Andria si è svolto il 7° meetup WordPress Andria, che ha visto come special guest l’amico Franz Vitulli, product manager per Human Made: una delle maggiori agenzie mondiali che lavora con/per WordPress.

Franz, pugliese di origini, vive nel Regno Unito da qualche anno ed in occasione del WordCamp Torino 2017 presso cui è stato relatore si è concesso qualche giorno ‘a casa’. Gli amici andriesi sono riusciti a far combaciare le date, e quindi abbiamo potuto assistere dal vivo alla sua presentazione torinese (qui sotto ripresa).

È interessantissimo questo tuffo nel mondo del lavoro internazionale, perché Human Made è una di quelle aziende distribuite, in cui il lavoro remoto dei suoi dipendenti – assieme al loro benessere – è uno dei cardini su cui vengono costruite.

Ci sono moltissimi spunti interessanti, ed altri se ne possono trovare nei talk di Franz su WordPress.tv (da cui questo video è ripreso). Ti invito a riflettere su come portare alcune (se non tutte) delle metodologie proposte nel tuo team di lavoro… e magari a discuterne assieme, nei commenti, in un lavoro assieme o nel primo meetup cui parteciperai!


[*] ci vediamo ad Impact Hub il 20/04, sei iscritto?

Come Creare Una Password Efficace

Le password sono tra le gioie ed i dolori dell’informatica moderna. Ogni sito, servizio on-line, dispositivo hardware in questo mondo iperconnesso va protetto… e la combinazione nome-utente e password è il minimo che si può fare per tenere una parvenza di sicurezza dei propri affari.

Una buona norma è quella di avere una password diversa per ognuno dei servizi che usiamo.

Un’altra sarebbe(*) quella di utilizzare il meno possibile le funzioni di autenticazione mediante ‘token’ erogati da servizi di terze parti. Per fare un esempio immaginiamo di utilizzare le nostre credenziali di accesso a Facebook per registrarci su Pinterest  o in un qualunque altro social network. Evidenziando il fatto che Facebook ed i gestori di questo tipo di autenticazione possono legalmente cancellare il nostro account a loro insindacabile giudizio o scomparire … in caso di compromissione dell’account  ‘principale’ avremo poi a cascata la compromissione degli accessi a tutti i servizi abbinati a queste credenziali.

Insomma l’uso di un password manager (come il mai troppo lodato – e da me adorato – 1password o il giovane Enpass o l’open source KeePass) è più che consigliato. Queste applicazioni ci permettono la memorizzazione di un altissimo numero di elementi e offrono funzionalità di generazione di password secondo diversi algoritmi.

Mi rendo però conto che per alcune persone o situazioni la spesa economica e di tempo per la configurazione del tutto possa non valere l’impresa… Magari abbiamo pochi servizi da proteggere, o non ci fidiamo di un software sviluppato da ignoti (nel mio caso non ho consigliato LastPass proprio per questa ragione). In queste situazioni possiamo utilizzare un piccolo ma validissimo espediente mnemonico per la generazione di password efficaci.

La vignetta riportata, dell’ottimo XKCD, spiega in maniera visiva e super-efficace il meccanismo (l’algoritmo) alla base di questo metodo.

Date le potenze di calcolo oggi disponibili, la nostra password diventa progressivamente più sicura man mano che i caratteri che la compongono crescono. Secondo le mie ultime letture oggi 12/13 caratteri costituiscono il minimo sindacale per una password ‘sicura’…  Quindi è meglio cominciare ad utilizzare password con 16 o più caratteri.
Ma come fare per ricordare sequenze di oltre 16 caratteri ? Semplice, dovremo ricordare delle frasi… Ma non citazioni di libri, film o poesie,… opere note e sicuramente nei dizionari dei malintenzionati. Dovremo usare frasi generate in maniera casuale ed estremamente personale.

Sulla tecnica ci sono diversi ottimi articoli ed approfondimenti on-line… ad esempio su il Post si parla di generatori di poesie, o possiamo arrivare a meravigliarci dell’idea di Mira Modi teenager statunitense che ha stupito il mondo con il suo Diceware che ha reso una valida fonte di reddito.

Senza arrivare a questo livello di sofisticazione ti sintetizzo in parole povere il tutto: per generare una password efficace andremo a generare la nostra ‘frase’ – o meglio una sequenza di parole – partendo da un ricordo o un’esperienza strettamente personali…

cozze-sandalo_Pescara!

Ecco una password di 22 caratteri facile da ricordare!
Il trigger mnemonico è la vacanza a Pescara dove abbiamo mangiato un buon piatto di spaghetti alle cozze e comprato quel sandalo estivo che adoriamo indossare. La punteggiatura (lo spazio è un carattere che evito perché non so mai se il sistema che memorizzerà la password sarà in grado di gestirlo correttamente) è lasciata alla tua immaginazione o preferenza.

Come vedi non è una scienza oscura, ma un banale esercizio di memoria la cui imprevedibilità sfugge alle risorse di calcolo attualmente disponibili (e immaginabili).

Spero che quest’articolo ti sia stato utile! Buon lavoro…


(*) dico sarebbe perché pur essendo studiati per la massima sicurezza nello scambio di dati questi meccanismi hanno un singolo anello debole messo in bella evidenza, la credenziale di accesso centrale – come la password di Facebook nell’esempio da me fatto – che rimane sempre troppo esposto agli attacchi e costituisce un bottino altamente desiderato e remunerativo per i criminali.