i Miti su WordPress

Miti su WordPress, cosa rispondere ai clienti

WordPress non è facile da usare, diceva Ivan Rachieli un anno fa dalle pagine del suo blog e dopo aver partecipato al WordCamp di Torino.

Ma questa affermazione si scontra con i proclami per cui il mio C.M.S. preferito ha raggiunto il 28% di penetrazione del mercato degli strumenti per costruire siti web… Se lo usano tutti, non sarà certo difficile!

E come dubitare di questa facilità quando ogni giorno possiamo vedere  decine di persone realizzare un proprio blog con ‘pochissimo impegno’ ed in brevissimo tempo, assistendo poi alla celebrazione di alcuni blogger come nuovi modelli di successo economico (e sociale) nei media…

In pochi ci fermiamo a riflettere su cosa ci sia “sotto” queste storie da giornali di gossip, a queste vere e proprie nuove credenze popolari. Tutti sembrano aver paura di dire le cose come stanno, come nel caso del fenomeno delle mamme blogger, e cosa vogliamo direi quelli che arrivano a comportamenti scorretti moralmente e professionalmente, in modi che in altri ambiti della comunicazione commerciale sono pesantemente sanzionati, e sul web non ancora?

WordPress è facile da usare, quando hai capito come si usa.
Ivan Rachieli

È solo quando hai veramente capito funziona una cosa, come si usa, che ti rendi conto della complessità che c’è dietro ogni singolo byte della pagina web che stai producendo, per te stesso o per il tuo cliente. Ma questa complessità è invisibile, intangible, e quasi sembra che a nessuno interessi darne corpo, peso, valore…

L’argomento è molto sentito nel mondo dei freelancer italiani negli ultimi mesi, forse perché finalmente il ‘mercato del web’ in Italia si sta allineando ai tempi ed i modi di crescita del resto del mondo … lasciando indietro l’adeguamento per il riconoscimento – sociale ed economico – di tutte quelle figure che vi lavorano, magari da decenni, magari con elevate professionalità e capacità tecniche e commerciali.

Ci ritroviamo a combattere con i favori, o i prezzi, del cuggino di turno… Combattiamo contro la concezione del “Eh, ma con WordPress è tutto facile”, del “Che ci vuole”, del lavoro pagato un tot al kilo e poi abbandonato.

Allora ben vengano l’articolo di Ivan, o il trattato – articolo è riduttivo – che il gruppo di sviluppatori romano SkillsAndMore ha realizzato per sfatare i 12 falsi miti di WordPress e le risposte da dare ai clienti.

Nel nostro piccolo domani proveremo a discutere dell’argomento durante il 9° meetup WordPress della comunità di utenti e sviluppatori baresi, dove già negli ultimi incontri erano nati dei confronti costruttivi tra i partecipanti su quale fosse esattamente il nostro ruolo nei confronti del cliente: meri esecutori delle sue volontà (succubi di idee e credenze popolari) o dei consulenti che sappiano interpretare i suoi bisogni, tradurre in azioni strategiche le sue aspettative di marketing e quindi accompagnatori in un percorso di applicazione di tali strategie comunicative?

Più aumentano le mie esperienze nel campo della consulenza, più mi rendo conto che il “mordi e fuggi” non fa bene alla professione. Ci aiuta a mangiare, a sopravvivere, ma non fa crescere né noi, né il nostro cliente, e inaridisce il mercato. Al cliente dobbiamo primariamente offrire una professionalità ed una chiarezza, una onestà tali da vincere la sua fiducia ad affidarci il suo progetto di business … e non il mandato a realizzare ‘il sito web’.

Che ne pensi? Ti lascio allo spazio dei commenti, o ci vediamo domani al meetup WordPress!

franz-vitulli

Oltre il prodotto – costruire, uno stile di vita

Chi mi conosce, o i lettori più assidui, sanno del mio coinvolgimento con la comunità WordPress. Con l’amico Francesco Cozzi siamo infatti organizzatori del meetup WordPress Bari [*], e da qualche mese anche del meetup WooCommerce Puglia. Oltre a questo partecipiamo e supportiamo tutte le iniziative legate a questa comunità open source sul territorio pugliese. Lecce, Brindisi, Monopoli, Barletta e Andria.

Proprio ieri sera ad Andria si è svolto il 7° meetup WordPress Andria, che ha visto come special guest l’amico Franz Vitulli, product manager per Human Made: una delle maggiori agenzie mondiali che lavora con/per WordPress.

Franz, pugliese di origini, vive nel Regno Unito da qualche anno ed in occasione del WordCamp Torino 2017 presso cui è stato relatore si è concesso qualche giorno ‘a casa’. Gli amici andriesi sono riusciti a far combaciare le date, e quindi abbiamo potuto assistere dal vivo alla sua presentazione torinese (qui sotto ripresa).

È interessantissimo questo tuffo nel mondo del lavoro internazionale, perché Human Made è una di quelle aziende distribuite, in cui il lavoro remoto dei suoi dipendenti – assieme al loro benessere – è uno dei cardini su cui vengono costruite.

Ci sono moltissimi spunti interessanti, ed altri se ne possono trovare nei talk di Franz su WordPress.tv (da cui questo video è ripreso). Ti invito a riflettere su come portare alcune (se non tutte) delle metodologie proposte nel tuo team di lavoro… e magari a discuterne assieme, nei commenti, in un lavoro assieme o nel primo meetup cui parteciperai!


[*] ci vediamo ad Impact Hub il 20/04, sei iscritto?

Esperienza d’acquisto e architettura dell’informazione: qualche riflessione a margine

Ho ritrovato questa presentazione di Iliaria Mauric (dello studio Tangible) realizzata un paio di anni fa per una GirlGeekDinner:

Il 29 maggio 2015 sono stata invitata dal gruppo delle GGD di Brescia per parlare di esperienza d’acquisto e architettura delle informazioni, in occasione della #GGDBrescia6, dedicata allo shopping on-line.
Nel mio intervento ho parlato di come gli utenti si approcciano agli acquisti, di come finiscono nei funnel di un e-commerce e di quali sono gli aspetti da tenere in considerazione quando si progetta l’esperienza digitale.
Ilaria Mauric

Mi è parso giusto riportarla tra queste pagine, sopratutto per la chiarezza di esposizione delle slide finali, che sono un’ottima guida per chi si approccia alla vendita sul web, e una indicazione di quali asset (definizione del brand e delle strategie commerciali) devono essere messi in campo.

Esperienza d'acquisto e architettura dell'informazione: consigli pratici e qualche riflessione a margine from Ilaria Mauric

Come creare una password efficace

Le password sono tra le gioie ed i dolori dell’informatica moderna. Ogni sito, servizio on-line, dispositivo hardware in questo mondo iperconnesso va protetto… e la combinazione nome-utente e password è il minimo che si può fare per tenere una parvenza di sicurezza dei propri affari.

Una buona norma è quella di avere una password diversa per ognuno dei servizi che usiamo.

Un’altra sarebbe(*) quella di utilizzare il meno possibile le funzioni di autenticazione mediante ‘token’ erogati da servizi di terze parti. Per fare un esempio immaginiamo di utilizzare le nostre credenziali di accesso a Facebook per registrarci su Pinterest  o in un qualunque altro social network. Evidenziando il fatto che Facebook ed i gestori di questo tipo di autenticazione possono legalmente cancellare il nostro account a loro insindacabile giudizio o scomparire … in caso di compromissione dell’account  ‘principale’ avremo poi a cascata la compromissione degli accessi a tutti i servizi abbinati a queste credenziali.

Insomma l’uso di un password manager (come il mai troppo lodato – e da me adorato – 1password o il giovane Enpass o l’open source KeePass) è più che consigliato. Queste applicazioni ci permettono la memorizzazione di un altissimo numero di elementi e offrono funzionalità di generazione di password secondo diversi algoritmi.

Mi rendo però conto che per alcune persone o situazioni la spesa economica e di tempo per la configurazione del tutto possa non valere l’impresa… Magari abbiamo pochi servizi da proteggere, o non ci fidiamo di un software sviluppato da ignoti (nel mio caso non ho consigliato LastPass proprio per questa ragione). In queste situazioni possiamo utilizzare un piccolo ma validissimo espediente mnemonico per la generazione di password efficaci.

La vignetta riportata, dell’ottimo XKCD, spiega in maniera visiva e super-efficace il meccanismo (l’algoritmo) alla base di questo metodo.

Date le potenze di calcolo oggi disponibili, la nostra password diventa progressivamente più sicura man mano che i caratteri che la compongono crescono. Secondo le mie ultime letture oggi 12/13 caratteri costituiscono il minimo sindacale per una password ‘sicura’…  Quindi è meglio cominciare ad utilizzare password con 16 o più caratteri.
Ma come fare per ricordare sequenze di oltre 16 caratteri ? Semplice, dovremo ricordare delle frasi… Ma non citazioni di libri, film o poesie,… opere note e sicuramente nei dizionari dei malintenzionati. Dovremo usare frasi generate in maniera casuale ed estremamente personale.

Sulla tecnica ci sono diversi ottimi articoli ed approfondimenti on-line… ad esempio su il Post si parla di generatori di poesie, o possiamo arrivare a meravigliarci dell’idea di Mira Modi teenager statunitense che ha stupito il mondo con il suo Diceware che ha reso una valida fonte di reddito.

Senza arrivare a questo livello di sofisticazione ti sintetizzo in parole povere il tutto: per generare una password efficace andremo a generare la nostra ‘frase’ – o meglio una sequenza di parole – partendo da un ricordo o un’esperienza strettamente personali…

cozze-sandalo_Pescara!

Ecco una password di 22 caratteri facile da ricordare!
Il trigger mnemonico è la vacanza a Pescara dove abbiamo mangiato un buon piatto di spaghetti alle cozze e comprato quel sandalo estivo che adoriamo indossare. La punteggiatura (lo spazio è un carattere che evito perché non so mai se il sistema che memorizzerà la password sarà in grado di gestirlo correttamente) è lasciata alla tua immaginazione o preferenza.

Come vedi non è una scienza oscura, ma un banale esercizio di memoria la cui imprevedibilità sfugge alle risorse di calcolo attualmente disponibili (e immaginabili).

Spero che quest’articolo ti sia stato utile! Buon lavoro…


(*) dico sarebbe perché pur essendo studiati per la massima sicurezza nello scambio di dati questi meccanismi hanno un singolo anello debole messo in bella evidenza, la credenziale di accesso centrale – come la password di Facebook nell’esempio da me fatto – che rimane sempre troppo esposto agli attacchi e costituisce un bottino altamente desiderato e remunerativo per i criminali.

Rilasciato WordPress 4.7.3

Meno di un’ora fa è stata rilasciata la versione 4.7.3 di WordPress che risolve 6 problemi di sicurezza e 39 miglioramenti di manutenzione. Qui la lista completa delle modifiche fatte.
Come sempre verificate che i backup siano a posto e aggiornate… Io ho già aggiornato una dozzina di siti senza il minimo problema!