Proteggere i dati genomici dei pazienti

Mi ha molto colpito la notizia della pubblicazione del lavoro scientifico “Deriving genomic diagnoses without revealing patient genomes” sulle pagine di Science – riportata poi dal magazine generalista Engadget – dove un gruppo di ricercatori di Stanford (USA) si è posto il problema di tutelare la riservatezza del dato genomico dei pazienti relativi ad uno specifico studio medico / scientifico.

Uno dei problemi principali della bioinformatica, oggi, è la gestione dell’enorme quantità di dati disponibili in termini di volume, assieme alla difficoltà di approvvigionamento di dati clinici nei casi in cui si vada a studiare qualcosa afferente la sfera umana. Pazienti e volontari (tipicamente persone sane che sono usate come ‘controllo’ nell’esperimento) donano infatti il proprio materiale genetico, e hanno diritto alla riservatezza di questo patrimonio informativo e alla sua tutela.

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Arrendersi a Gutenberg

Sta arrivando la rivoluzione copernicana di WordPress, dopo oltre un decennio di evoluzione continua, ma sempre lungo un binario figlio degli anni ’90 / inizi 2000.

Guntenberg, invece, promette di rivoluzionare completamente il C.M.S. più utilizzato al mondo, cominciando dall’editor web, ma con chiari indizi di una propagazione delle tecnologie e delle funzionalità più moderne dello sviluppo web anche in parti ‘accessorie’ quali la Bacheca.

Dopo qualche tempo di mio ostracismo alla cosa, ho deciso di dare una chance al nuovo modo di scrivere e creare contenuti, partendo da questo sito web, il più giovane e tormentato dei miei siti, che si ritrova ad accompagnarmi in una fase lavorativa (e familiare) abbastanza tumultuosa.

Quando ho scoperto che Array Themes ha rilasciato il tema, e sopratutto il plugin, Atomic Blocks ho deciso che era giunta l’ora di rompere gli indugi e provare la novità. Che poi tanto nuova non è più visto che lo sviluppo procede frenetico da mesi.

Mi si è aperto un mondo!

Certo, superare la difficoltà di imparare qualcosa di nuovo, cominciare a ragionare “a blocchi” e sforzarsi di controllare ovunque per ritrovare le vecchie opzioni a cui si era abituati da una vita non è una passeggiata… ma devo ammettere che la cosa mi sta prendendo ed entusiasmando.

E tu?

Come stai reagendo / preparandoti a Gutenberg?

Dysregulation of MicroRNAs and Target Genes Networks in Peripheral Blood of Patients With Sporadic Amyotrophic Lateral Sclerosis

Alla fine di Agosto 2018 è stato pubblicato l’articolo sul lavoro più recente dei miei colleghi coordinati dall’amica e collega Maria Liguori … ancora una volta lavorando con lei al progetto è stato riconosciuto il mio (piccolo) contributo con una menzione all’interno della sezione Ringraziamenti del lavoro. Per me è sempre un onore e le sono molto grato …

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Riferimenti bibliografici: doi 10.3389/fnmol.2018.00288

Perché è giusto pagare il software

I like paying for my software when I’m buying it from a company that’s responsive, fast and focused. I like being the customer (as opposed to a social network, where I’m the product). I spend most of my day working with tools that weren’t even in science fiction novels twenty-five years ago, and the money I spend on software is a bargain–doing this work without it is impossible.

Seth Godin