CINQUE UTILI DOMANDE DA PORRE A SE STESSI

La scorsa settimana il buon Seth ha tirato fuori dal cappello questa piccola perla, sintesi perfetta di anni di studio, esperienza e ragionamento sul migliorare sè stessi ed il proprio lavoro.
Eccovela, tradotta per una fruzione più ampia possibile…

— via Seth Godin

Qual è la parte difficile?
Quale parte del tuo lavoro, se improvvisamente migliorasse molto, avrebbe il maggiore impatto sul risultato che cerchi?

Come stai spendendo il tuo tempo?
Se diamo un’occhiata al tuo calendario, quanto tempo è speso a reagire o a rispondere agli arrivi, quanto è sotto il tuo controllo e quanto è concentrato sulla parte difficile?

Cosa hai bisogno di sapere?
Quali sono le competenze che non hai che renderebbero il tuo lavoro più efficace?

Qual è la parte che fa paura?
Quali risultati o interazioni stai cercando di evitare di pensare o di interagire? Perché?

Ne vale la pena?
Dopo aver esaminato le vostre quattro risposte a queste domande, potreste avere un’idea migliore di ciò che serve al vostro progetto per raggiungere il suo potenziale. Il risultato del progetto – per coloro che servite e per voi – giustifica ciò che serve per raggiungerlo?

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♂, amichevole cittadino del web, motociclista, geek, lettore, curioso. Un padawan delle arti di SysAdmin & DevOps, lavoro come tecnico presso l'Istitituto di Tecnologie Biomediche del C.N.R. a Bari. Sono un – attivo – social networker dal 1999 con il nickname “kOoLiNuS”.

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